La legge costituzionale n. 3 del 18 ottobre 2001 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione) ha modificato l’art. 114 della Costituzione che così recita: “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato".
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione.
Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento".
Il Comune è una forma di governo locale che si diffuse a partire dai secoli XI e XII nelle città dell’Italia centro-settentrionale e che andò esaurendosi nel corso dei secoli XIII e XIV, con la modificazione degli equilibri politici interni, con l'affermazione sociale di nuovi ceti e con la sperimentazione di nuove esperienze di governo (signoria cittadina).
Il Comune è un'entità amministrativa determinata da limiti territoriali precisi sui quali insiste una porzione di popolazione. Si definisce, per le sue caratteristiche di centro abitato nel quale si svolge la vita sociale pubblica dei suoi abitanti, l'ente locale fondamentale.
Il Comune è, infatti nell'ordinamento italiano come nella maggior parte degli ordinamenti di diritto positivo occidentali, il centro della vita di relazione dell'individuo, dal momento che il suo territorio coincide quasi sempre con quello di un centro abitato, oltre che con le campagne circostanti, con le eventuali case sparse ed eventuali nuclei o centri abitati strettamente interdipendenti, o che si presumono strettamente interdipendenti, dall'abitato principale (che possono godere di particolari forme di autonomia; vedi ad esempio le frazioni). Questa caratteristica, sulla spinta delle esigenze di autonomia manifestatesi per prime in epoca medievale, ha portato alla concessione, e poi al conferimento di diritto, alle città, di particolari forme di autonomia amministrativa, organizzativa e in alcuni casi politica (negli Stati Uniti d’America, ad esempio, i Comuni legiferano).
Il termine "Comune" deriva dalle omonime istituzioni post-feudali, ma l'istituto affonda le sue origini nella pòlis, la città-stato greca.
In Italia i Comuni sono retti da un Sindaco, una Giunta Municipale e un Consiglio Comunale. Il numero dei membri della Giunta e del Consiglio sono variabili in funzione della popolazione del Comune.
Il Comune, in Italia, è l’Ente Locale fondamentale, autonomo ed indipendente.
Ogni Comune appartiene a una Provincia, ma la Provincia non fa da tramite nei rapporti con la Regione e questa in quelli con lo Stato a livello gerarchico, poiché esso, essendo dotato di personalità giuridica, può avere rapporti diretti con la Regione e con lo Stato e anzi, essendo le competenze di una Regione più ampie di quelle di una Provincia, un Comune detiene generalmente più rapporti con la prima che con la seconda.
I Comuni di grandi dimensioni possono ripartire il proprio territorio in circoscrizioni al fine di assicurare alla popolazione una più diretta partecipazione all'amministrazione.
L'Italia, in base agli ultimi dati ISTAT dell'anno 2007, ha 8101 Comuni. Di questi, un centinaio superano i 50 mila abitanti, tra cui 80 capoluoghi di Provincia (37 capoluoghi hanno invece popolazione inferiore ai 50 mila abitanti).

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